Mattia Sbragia

«Il mio rapporto con Giorgio per me ha la stessa valenza del rapporto con mio padre. È stato più che bello: è qualcosa che mi rimane dentro come un gioiello prezioso, una parte indimenticabile della mia vita».

Dai trionfi ne “L’isola degli schiavi”, a “L’anima buona di Sezuan” di Brecht, passando per “Libero” di Renato Sarti, Mattia Sbragia racconta la sua esperienza artistica, professionale e umana con Giorgio Strehler.

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